Al lavoro mi hanno chiesto di tenere dei corsi per università e aziende. Sto facendo 4 lezioni da 3 ore ciascuna sull'AI. Dodici ore in cui provo a spiegare che "scrivi meglio questo prompt" non è magia nera, anche se a volte, guardando certi prompt, capisco perché nel Medioevo avrebbero acceso un falò.
Devo dire che mi piace molto spiegare come scrivere prompt, condividere i "trucchi del mestiere" che ho imparato in anni di utilizzo e mostrare come creare web app o lavorare meglio (e meno) delegando agli agenti tutte quelle attività che, nel lavoro o nello studio, nessuno ha davvero voglia di fare (come creare slide, documenti, riassunti o ottimizzare processi aziendali). In pratica insegno come togliere ore alla burocrazia, che è una forma di servizio pubblico non ancora riconosciuta.
Detto questo, devo ammettere una cosa: quanto amo i secchioni. Fanno domande, sono curiosi, partecipano. Ogni volta dico: "Proponetemi dei problemi che avete e, alla prossima lezione, proviamo a trovare un modo per risolverli con l'AI". E loro lo fanno davvero, cosa che nel mondo adulto è quasi commovente: persone che ascoltano una richiesta e rispondono alla richiesta. Una tecnologia più rara dell'AI.
Dal punto di vista di chi insegna, il coinvolgimento si sente davvero: non hai la sensazione di parlare al muro. Anche perché, in fondo, sto spiegando come lavorare di meno (quindi dovrebbe esserci interesse nel condividere quello che fate nello studio o nel lavoro). Io, in cambio, vi insegno come liberarvi delle attività più noiose per dedicarvi a quelle davvero interessanti. Un patto onesto: voi portate problemi reali, io provo a evitare che finiscano in un file Excel chiamato "finale_definitivo_v7".
Ho sottovalutato molto il partecipare attivamente a un corso o a una lezione. Ora che sono dietro la cattedra mi rendo conto che anche chi insegna deve essere motivato a farlo bene, altrimenti si spegne e finisce a leggere le slide con la voce di chi ha appena accettato una sconfitta esistenziale. Fate domande ai professori, siamo qui per questo. Abbiamo voglia di insegnarvi e non ci pagano solo per parlare da soli (anche se certi calendari sembrano progettati proprio per quello).
