Al lavoro mi hanno chiesto di tenere dei corsi per università e aziende. Sto facendo 4 lezioni da 3 ore ciascuna sull’AI.

Devo dire che mi piace molto spiegare come scrivere prompt, condividere i “trucchi del mestiere” che ho imparato in anni di utilizzo e mostrare come creare web app o lavorare meglio (e meno) delegando agli agenti tutte quelle attività che, nel lavoro o nello studio, nessuno ha davvero voglia di fare (come creare slide, documenti, riassunti o ottimizzare processi aziendali).

Detto questo, devo ammettere una cosa: quanto amo i secchioni. Fanno domande, sono curiosi, partecipano. Ogni volta dico: “Proponetemi dei problemi che avete e, alla prossima lezione, proviamo a trovare un modo per risolverli con l’AI”.

Dal punto di vista di chi insegna, il coinvolgimento si sente davvero: non hai la sensazione di parlare al muro. Anche perché, in fondo, sto spiegando come lavorare di meno (quindi dovrebbe esserci interesse nel condividere quello che fate nello studio o nel lavoro). Io, in cambio, vi insegno come liberarvi delle attività più noiose per dedicarvi a quelle davvero interessanti.

Ho sottovalutato molto il partecipare attivamente in un corso o lezione, ora che sono dietro la cattedra mi rendo conto che chi insegna deve essere anche motivato a farlo bene altrimenti si spegne anche lui e finisce a leggere le slide. Fate domande ai professori, siamo qui per questo. Abbiamo voglia di insegnarvi e non ci pagano solo per parlare da soli.