Lavoro con l’AI da 4 anni e nell’ambito informatico da oltre 16. Quando ho iniziato, mi piaceva scrivere codice. Poi ho scoperto che la vita del dev non è fatta solo di app belle, deploy riusciti e componenti che magicamente funzionano al primo colpo. C’erano sempre quei task odiosi che consideravo inutili: prima le call, poi la creazione di documenti per il cliente di cui, secondo me, si poteva tranquillamente fare a meno. Documentazione, spiegazioni, report, statistiche, slide: qualsiasi materiale mi venga in mente, ai tempi, NON SERVIVA A NIENTE.

Perché avevo questo bias cognitivo, cioè l’idea che non servisse a nulla? Semplice: facendo la prima cosa che odiavo, ovvero le call, era evidente che nessuno avesse letto i documenti che avevo impiegato GIORNI a scrivere, correggere o riscrivere, spesso perché “il testo non andava bene” per il mio capo.

Ma nella "non-AI era veritas", il cliente era consapevole che stava pagando anche quei documenti destinati a prendere polvere sul suo NAS, oltre alla mia bellissima app scritta in JavaScript con amore, sudore e qualche console.log dimenticato in produzione. Pagava tutto il pacchetto.

Oggi, nella "AI era veritas", il cliente ha preso coscienza di una cosa scomoda: quei documenti per cui dichiari 100 ore di lavoro fatturato li hai creati con l’AI. E, con la stessa AI, lui può farseli riassumere in un click. A quel punto, non è più così disposto a pagare per una cosa inutile inclusa nel pacchetto. Soprattutto se può farsela da solo.

La maggior parte dei documenti che creiamo è sempre stata inutile. Tanto, prima o poi, qualcuno te li riassumeva a voce in una call, mentre loro restavano lì: immobili, dimenticati, sepolti in qualche archivio buio di Google Drive o Microsoft Teams.

L’AI ha semplicemente dimostrato una cosa: possiamo ottimizzare anche la produzione di materiale spazzatura. Report, documenti, slide e allegati che non legge nessuno (ripetiamolo, perché fa bene) ma che magari bisogna comunque caricare in un form, allegare a fine progetto o produrre per qualche policy aziendale scritta da qualcuno che, probabilmente, non l’ha mai letta.

Per vent’anni abbiamo creato documenti inutili che nessuno voleva scrivere e che nessuno voleva leggere. Erano solo cose da archiviare, allegare a un’email o citare in una riunione per fingere che il processo fosse sotto controllo.

La cosa che fa male è che abbiamo formato tantissime persone per fare questo lavoro. Un lavoro che, per anni, è stato considerato una skill. Chiamiamola così, per essere buoni: oggi è solo una skill discutibile.